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Sostituita al Caleno antico, e ancora confusa con quello..., è situata alle radici del Monte Massico vicino al Falerno, in vicinanza di Sessa, con fertile territorio, e otto Casali non inferiori di grandezza alla città". 
Questa affermazione del Pacichelli restituisce, in maniera semplice ed esaustiva, il senso del territorio di Carinola in rapporto alla città. Tra i "casali" emergono, per autonomia formale, quelli che occupano una posizione geografica isolata rispetto alla restante parte del comune. Per quanto riguarda la frazione di Casale, tale isolamento dipende dalle dissimili condizioni geo-morfologiche, sia dall'attuale tracciato dell'Appia, che funge da rilevante cesura. Vignai, S. Janni, Casale di Sopra, Casale di Mezzo costituiscono attualmente un unico aggregato, - Casale di Carinola per l'appunto - che conserva comunque la sua matrice di insediamento policentrico collinare ad economia prevalentemente agricola. La nascita dei primi insediamenti in epoca romana è legata all'influenza della vicina ed importante città di Foro Claudio, situata nell'area archeologica dell'attuale Ventaroli. La collina di Casale era destinata principalmente alla coltivazione della vite, dalla quale si producevano il Faustiano e soprattutto il Gaurano, varietà del Falerno citate dallo stesso Plinio. 
E’ chiaro che con primi insediamenti vanno intese case nella campagna con funzioni più o meno diverse ma principalmente legate alle coltivazioni agricole. Questo perché pare assai poco probabile che si potesse trattare di una città stante l’immediata vicinanza della importante Foro Claudio. La sua nascita in epoca romana è legata all'influenza della vicina ed importante città di Foro Claudio, situata nell'area archeologica dell'attuale Ventaroli. La collina di Casale era destinata principalmente alla coltivazione della vite, dalla quale si producevano il Faustiano e soprattutto il Gaurano, varietà del Falerno citate dallo stesso Plinio. Sin dalla nascita - come detto - il paese dovette avere una struttura policentrica: da un lato il "casale" dei Vignai (il cui territorio era caratterizzato dalla presenza dei resti di molte ville romane); dall'altro, sito nella zona a valle, quello di San Nicola. A proposito di quest'ultimo "casale", la presenza di uno stemma vescovile, tuttora visibile su di un arco, recante la data del 1143, sta ad indicare, molto probabilmente, l'epoca in cui lo stesso fu edificato ( lo stemma si riferisce al vescovo Tommaso Anfora, che dovette essere uno dei primi successori di San Bernardo). Questo nucleo abitativo poté incrementarsi circa cinquecento anni dopo, per una migrazione di persone provenienti (a causa della malaria) dall'antico sito di Santo Janni a Ponte Campano. In seguito a tale evento, il "casale" mutò nome, acquisendo quello di Santo Janni, conservando una sua autonomia geografica, come testimoniato dalle cartografie anche di epoca recente. A questi due primi "casali", se ne aggiunsero, in seguito, altri due, posti in posizione intermedia: Casale di Sopra e Casale di Mezzo, con l'incremento dei quali si è venuto sempre più delineando l'attuale conformazione del paese.

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